Due nuove specie nella Galleria: Sordone e Regolo

Due nuove specie "montanare" si aggiungono al catalogo fotografico, sono il fruttodi una recente escursione sulle pendici del M.te Legnone, che si erge all'inizio della Valtellina, al confine tra le province di Lecco, Como e Sondrio.Il Sordone è piuttosto raro e abita le alte praterie detritiche delle Alpi, in inverno scende a quote più basse ma non si allontana mai dalle vallate alpine, impossibile dunque da osservare nel territorio agratese e in pianura. Il regolo è un minuscolo uccellino, paffutello, che abita i boschi montani e in inverno si sposta a sud e in pianura; capita pertanto a volte di vederlo anche nei nostri giardini, in inverno, specialmente sulle conifere. Un altro "piccolo" che in inverno arriva da noi e adesso vive  in montagna(o nel Nord Europa) è lo scricciolo, nella foto si vede un  giovane da poco autonomo ma già molto rumoroso. Per finire, due foto di uccelli arboricoli, legati ai boschi montani: la Bigia alpestre e il rampichino alpestre, grandi cacciatori di insetti. 27.06.2010

Il nido del torcicollo

Era arrivato in giardino in aprile, gli avevo preparato un bel nido artificiale seguendo le istruzioni canoniche per la specie: nido piuttosto grande e apertura d'ingresso larga almeno 4 cm. Per un po' si è sentito il suo tipico verso, molto particolare, poi più nulla e il "suo" nido è rimasto vuoto. Pensavo a un'insuccesso  ma mi sbagliavo, la coppia di torcicolli aveva preferito un altro nido artificiale, messo per le cince, posto a una quarantina di metri dal primo. Poco male, l'importante è che abbiano trovato casa. Il torcicollo è una specie molto elusiva, difficile da vedere e ormai fattasi molto rara, anche per la mancanza di luoghi adatti dove nidificare, ecco l'importanza dei nidi artificiali. Quello che si vede affacciarsi al foro d'ingresso è un giovane quasi pronto per lasciare il nido. 20.06.2010

Il Falco Pellegrino

Bello e solitario se ne sta in cima a un elettrodotto,  da dove osserva gli stormi di piccioni che pasturano nei sottostanti prati. Ogni tanto parte in picchiata, scompiglia lo stormo e poi prova a catturare un piccione  in volo. E' un predatore molto efficiente e formidabile. Ne sanno qualcosa anche le cornacchie grigie che imperversano in questi luoghi e attaccano e "mobbano" qualsiasi rapace che capiti da queste parti, dal Pellegrino girano però alla larga.... Siamo nei prati intorno alla vasca Volano di Agrate Brianza, in una piccola soluzione di continuità di un contesto territoriale superurbanizzato, tra autostrade, tangenziali e capannoni. 18.06.2010

..E' nascosto tra i rami ma lo senti cantare..

Proprio così, come diceva una nota canzone di un po' di anni fa; lo senti cantare, un magnifico gorgheggio, ma quanto a vederlo  è davvero difficile. Gli usignoli se ne stanno nascosti nella vegetazione più intricata del bosco. Amano il bosco fresco, lussureggiante, con acqua nelle vicinanze; le macchie e le boschine lungo le rogge e i  corsi d'acqua sono l'ambiente ideale per l'usignolo. Non ha colori vistosi tuttavia presenta una livrea molto elegante, giocata sui toni del castano rossiccio.  Gli scatti che seguono sono stati "rubati" mentre cantava nell'intrico dei rami, vicino a una roggia, nei pressi dell'Adda. 13.06.2010

Una coppia di cardellini

Una coppia di cardellini fa una breve sosta sui rami secchi di un'albero morto, sempre lo stesso, quello descritto in una precedente novità di questo mese. Poco sopra di loro un gruppo di gruccioni condivide lo stesso albero. Non c'è che dire, in quanto a bellezza di piumaggio è proprio una bella gara! 13.06.2010

Una piccola folaga

Pochi nati tra le folaghe  alla vasca Volano di Agrate. Probabilmente il disturbo dei lavori di movimentazione della terra per ridisegnare gli argini ha comportato per quest'anno l'allontanamento di molti soggetti e anche le poche folaghe rimaste hanno iniziato con ritardo il loro periodo riproduttivo. Si sono viste nidiate di  tre,  due e anche di un solo pullo, come nel caso che vediamo in foto. La giovane folaga è già quasi indipendente ed è capace di immergersi per alimentarsi con la vegetazione sommersa. 11.06.2010

Ci sono due nuovi video!! La garzetta e il merlo dal collare

Li trovi nel menù Video o alle rispettive voci della Galleria, guardali!

Un giorno in montagna

 I rilievi montuosi alpini sono caratterizzati da una stratificazione ambientale che varia a seconda dell'altitudine e dell'irraggiamento; da una diversità di associazioni vegetali che spaziano dagli arboreti coltivati ai boschi di latifoglie, dal bosco di conifere, denso delle peccete o rado dei lariceti, fino agli arbusteti, ai pascoli alpini e alle morene glaciali. Ognuno di questi habitat, anche i più estremi, offre possibilità vitali a determinate specie di uccelli che vi si sono adattate in maniera straordinaria.  La montagna inoltre, anche se le cose stanno da tempo mutando in peggio - e ci sarà modo di dire il perchè in un prossimo intervento( menù Articoli)-  è ancora un ambiente dove l'antropizzazione è meno forte o almeno è tale  in determinati periodi dell'anno. Dunque se si presta attenzione in un'escursione in montagna qualche cosa di bello si vede sempre. E' andata così anche  il giorno 4 giugno , in val di Remhes (AO). Ecco le foto di alcune delle specie osservate, in ordine di "altitudine", dal fondovalle agli alti pascoli; un grazie particolare a Gaetano Nava che  ha concesso le foto16 e 17 scattate nell'occasione, relative a due  belle specie non facili da avvicinare. 09.06.2010

Il Cannareccione

 Un nuovo ospite alla vasca Volano di Agrate Brianza: il cannareccione. E' una specie migratrice che come le affini cannaiole( rispetto alle quali è un po' più grande) abita il fitto delle canne palustri, dove costruisce anche  il nido.  E' già accaduto che il cannareccione durante il passo migratorio si fermasse qualche giorno nel canneto della vasca Volano ma quest'anno la sua presenza a giugno fa ben sperare che la specie possa anche  riprodursi; per intanto la sua presenza è rivelata dal suo canto forte e gracchiante. Quanto a vederlo, beh, ci vuole un bel un po' di fortuna: bisogna aspettare che  si arrampichi in alto sulle canne palustri o"scovarlo"  nascosto nel folto... 06.06.2010

Stesso albero

Chissà cosa hanno di particolare alcuni luoghi: tutti vogliono andarci. In questo caso il luogo particolare è un albero morto, un noce radicato nel bel mezzo di una golena fluviale. Ce ne sono molti altri di alberi simili ma questo albero morto esercita un'attrazione speciale su moltissimi uccelli. In queste foto di oggi  si vedono solo alcune delle tante specie che nel corso dell'ultimo anno si sono posate su i suoi rami; le altre le trovate disperse tra le foto della Galleria, trovatele, se ci riuscite... 05.06.2010

Un cuculo in alta montagna

 Sembra incredibile ma il cuculo, il noto uccello ( noto per il verso "cu-cu"e per il suo  particolare comportamento riproduttivo) che a maggio fa sentire il suo monotono richiamo nei boschi di pianura e collinari, frequenta anche la alte quote delle montagne alla ricerca di "vittime", ovvero di specie di passeriformi da parassitizzare con le sue uova. A queste quote  le specie più bersagliate sono rappresentate dal culbianco e dal codirosso spazzacamino. In queste foto si vede un esemplare ripreso mente perlustra con attenzione gli anfratti e la rada vegetazione  radicata a ben 2400 metri di altitudine. Siamo in val d'Aosta, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso; la  foto n.3  è un'inquadratura allargata del luogo dove è stato osservato il soggetto delle fotografie. 04.06.2010

Rigogolo e Upupa: specie rare e belle

Non capita tutti i giorni di poter osservare specie di uccelli belle come queste; in questo caso è capitato... una mattina presto, lungo l'Adda, nel suo basso corso, in un ambiente fluviale che offre ancora habitat naturali diversificati e conservati. Ero intento a osservare alcuni gruccioni -altra specie di assoluta bellezza- quando da dietro le spalle è sbucata svolazzando leggera come una farfalla una meravigliosa upupa. Si è posata sopra un albero morto, troppo distante per poterla fotografare decentemente, comunque una foto l'ho scattata lo stesso ed è quella che vedete. I rigogoli, una coppia, se ne stavano come al solito nel folto della vegetazione, tra i rami dei pioppi. Hanno un piumaggio dai colori vistosi: giallo e nero intensi nel maschio, tuttavia sono assolutamente invisibili tra le foglie, se non fosse per il loro canto flautato che li rivela, nessuno si accorgerebbe di loro. In questo caso a snidarli dal loro rifugio arboreo ci ha pensato la solita cornacchia grigia a caccia di nidiacei o uova. I rigogoli hanno ingaggiato una strenua difesa e alla fine sono riusciti ad allontanare il predatore. Le foto sono relative agli istanti di battaglia, il giallo del piumaggio si vede appena per il forte controluce. 03.06.2010