Un fringillide piccolo piccolo: il verzellino

Piccoli e canterini i verzellini sono riapparsi e si lasciano vedere nei giardini con più facilità  ora che è terminata la stagione riproduttiva. Si vedono anche giovani che incominciano a disperdersi e a raggrupparsi tra di loro. Le foto sono dello scorso fine settimana e sono state fatte nel giardino di via De Gasperi, al bordo dell'abitato agratese. 27.07.2010

Piro piro, trampolieri da ripa

Sono almeno tre le specie più note di Piro piro: piccolo, culbianco e boschereccio. Il piccolo è il più facile da osservare  anche nelle nostre zone, basta infatti un invaso con rive non eccessivamente scoscese o un lago o un fiume con greti sabbiosi o ghiaiosi e non è difficile sorprenderlo, soprattutto nelle stagioni di passo, a bordo acqua mentre cerca insetti e molluschi. Caratteristico della specie è il continuo oscillare di coda e testa, inoltre ha zampe più brevi rispetto alle altre due specie nominate.

Il piro piro culbianco ha una colorazione più complicata, zampe più lunghe e, più raro, frequenta habitat più integri del P.p. piccolo, ragione per cui lo si incontra con minore frequenza negli ambienti più alterati  che si possono trovare nell'intorno territoriale agratese.

Il Piro piro boschereccio, dalla livrea più elegante e slanciata, è essenzialmente specie nordica e lo si vede soprattutto nel periodo migratorio. Nelle foto scattate nello scorso fine settimana  lungo l'Adda si vedono i Piro piro piccolo e culbianco. 27.07.2010

Lo sparviere

Uno sparviere s'invola da un gruppo di salici radicati al bordo dell'Adda, nelle zampe tiene un giovane  uccello appena catturato, la distanza non permette di capire a quale specie appartenga. Lo sparviere è un predatore molto efficiente, una vera macchina da guerra, ed è pertanto temutissimo dai piccoli uccelli. Caccia all'agguato, nascosto tra le fronde ed è abilissimo negli inseguimenti tra i rami. 25.07.2010

I Cormorani

 Mai visti così tanti cormorani e mai così tanti insieme. Oltre cento, in una "sessione" di pesca  valgono quanto una flottiglia di pescherecci.. Siamo lungo l'Adda, in un punto del Parco Adda Sud, davvero uno spettacolo inconsueto anche se forse ci dovremo abituare, visto il continuo incremento numerico della specie o almeno questa è la sensazione che se ne ha. Per approfondire l'argomento leggete l'articolo pubblicato nel menù Articoli e poi guardate anche il breve video che trovate nell'indice del menù Video o alla voce relativa nella Galleria> Uccelli. 20.07.2010

L'Upupa

 Poco dopo l'alba, lungo l'Adda, vedo qualcosa farfalleggiare leggera, si vede  il disegno bianconero delle ali e il lungo becco curvo, non si può sbagliare: è l'Upupa!

Veramente uno spettacolo di eleganza e leggerezza, giusto il tempo di considerare che si tratta di un individuo presente in zona nella stagione riproduttiva e che probabilmente ha nidificato nei paraggi e l'upupa, posatasi per un istante su un gruppo di alberi al bordo del fiume, s'invola e lo attraversa, sparendo dalla vista. Rimangono giusto 4 scatti, da lontano, per farvi partecipi dello spettacolino. 20.07.2010

Ancora Martin pescatore...

Ancora qualche immagine del Martin pescatore, fotografato mentre si riassetta il piumaggio dopo una mattutina sessione di pesca, in un bacino nei pressi dell'Adda; siamo a qualche chilometro dal luogo dove è stata realizzata la sequenza inserita  nelle novità qualche giorno addietro. Guardate anche il video, lo trovate nella pagina dedicata alla specie nel menù Galleria > Uccelli. 20.07.2010

Cavalieri si nasce

Totò non c'entra...parliamo di cavalieri che volano: i Cavalieri d'Italia.

Le foto e il breve video sono relativi a una famigliola di cinque individui, adulti e giovani (riconoscibili per le zampe scure, non rosse) che si sono fermati lungo un isolotto ghiaioso formatosi  nel letto dell'Adda, in questi giorni in regime di magra. Una breve sosta per cercare il cibo al bordo dell'acqua, poi di nuovo in volo in direzione sud. Da notare l'eleganza del portamento e della livrea, da cavalieri, per l'appunto. 17.07.2010

Storia di una capinera

 Storia di una capinera, come l'omonimo racconto scritto da  Giovanni Verga nel 1870, all'inizio della sua carriera letteraria. Quella era una vicenda tanto triste  che vedeva la "capinera"-suorina lasciarsi morire nella sua gabbia-cella nella quale era stata costretta.  Altri tempi... per fortuna questa è una storia a  lieto fine ( almeno per la capinera, quanto al bruco...) e la capinera, femmina, come si evince dal  suo capo rossiccio,  riesce dopo qualche tentativo ad estrarre da sotto la corteccia un bel bruco verde, una ricca fonte alimentare per molti uccelli che si rivela di grande utilità per contenere i danni prodotti  dagli insetti a carico delle piante. 10.07.2010  

Il nido del Martin pescatore

Ogni tanto  percorrendo gli argini dei fiumi o dei laghetti con acque ancora sufficientemente pulite, capita - se si è fortunati - di vedere, magari solo per un attimo, un coloratissimo martin pescatore  che vola velocissimo da una parte all'altra e poi scompare nella vegetazione più fitta. Le sue forme un po' tozze e le foto che ci propongono la sua luccicante livrea colorata  ce lo fanno sembrare più grande di quanto non sia in realtà, infatti non è più grande di un passero.  Per nidificare utilizza  tane scavate nel terreno e poste nei pressi dell'acqua, elemento vitale che gli è necessario per alimentarsi, nidi che  tuttavia  raramente  si trovano a stretto contatto con l'acqua. Durante il periodo di cova e di alimentazione dei nidiacei  gli adulti entrano ed escono dal nido come  razzi e nonostante il loro colore vistoso sono molto difficili da localizzare. In questo caso si vede una sequenza che mostra  un luogo di nidificazione, il nido e un adulto che esce dopo l'imbeccata, quasi sempre costituita da piccolissimi pescetti   o girini e  piccoli anfibi, come nell'ultima foto dove il nostro martino ha catturato una piccola ranocchia.. 06.07.2010

Due nuovi video!!!

Due brevi video realizzati lo scorso fine settimana nel lodigiano, lungo l'Adda.

Un breve ma intenso spettacolo costituito dall'apparizione in cielo di un numeroso gruppo di gabbiani reali, adulti e giovani, che hanno roteato per qualche istante sopra i campi di mais, risalendo le correnti ascensionali sempre più in alto, fino a sparire dalla vista.  Avveniva nel tardo pomeriggio, con un gran caldo: il sottofondo musicale che si sente è dato dalle cicale.

 Il secondo video mostra una garzetta intenta a pescare nelle acque limose di uno stagno, nei pressi del fiume. Da notare la tecnica : una smossa del fango con le zampe e poi...qualunque cosa si muova è perduta!

04.07.2010

 

Un piccolo-grande cantore

E' il verzellino, sta alla pianura come il lucherino alla montagna o se volete al sud come quello sta  al nord. Ricorda da vicino un piccolo canarino, di un bel giallo screziato e dal becco molto minuto. Come un canarino il maschio nella stagione estiva canta allegramente e senza sosta, si posa sopra un alto posatoio e incomincia a fare udire le sue note squillanti e ripetute, ogni tanto le sue strofe musicali si incrociano con quelle dell'altrettanto canterino fringuello.  Da noi è essenzialmente specie estiva, anche qui segnando una differenza con il lucherino che si fa vedere più che altro in inverno. Lo si vede con una certa frequenza, in estate,  nei giardini e nei parchi  ricchi di conifere.  Nelle foto scattate in questo inizio di luglio ad Agrate si vede un maschio ben colorato, spero di poter molto presto farvi sentire anche la registrazione del canto.

05.07.2010 

Due Nitticore di diversa età

 Tra gli uccelli il piumaggio dei giovani è molto diverso da quello degli adulti e spesso le variazioni che assume  prima di giungere alla forma definitiva sono diagnostiche rispetto l'età del soggetto. In questo caso si vedono due nitticore, fotografate nello stesso stagno ( in realtà una "foppa " di accumulo per la distribuzione dell'acqua nei fossi adacquatorii dei campi) nei pressi dell'Adda, in cui è manifesta questa differenza di età. Come sempre i giovani sono caratterizzati da un piumaggio dai colori sobri, mimetici; colori che li aiutano a sfuggire da eventuali predatori nelle fasi iniziali della loro vita. Le nitticore se ne stanno appostate nell'acqua bassa nel folto della vegetazione, in ombra fitta e si fanno più attive al crepuscolo e nelle ore notturne, catturando pesci, anfibi e insetti. Da notare, galleggianti sull'acqua, il triste corollario di rifiuti che si associa ormai a tutti i corsi d'acqua. 01.07.2010